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In AIB la presentazione dell’indagine retributiva 2019

  • Data pubblicazione: 02/10/2019

È stata presentata martedì 2 ottobre nella sede dell’Associazione Industriale Bresciana l’Indagine Retributiva 2019, realizzata da AIB, Confindustria Bergamo, Confindustria Verona, Assolombarda, Confindustria Cuneo, Unione degli Industriali della Provincia di Varese, Unione Industriale di Torino, Confindustria Vicenza e Confindustria Emilia con il supporto metodologico di OD&M; il campione analizzato dal report è stato di 2.000 imprese del nord Italia, per un totale 275mila dipendenti.

All’incontro, moderato dal giornalista Thomas Bendinelli, hanno partecipato Roberto Zini (Vice Presidente AIB con delega a Lavoro, Relazioni Industriali e Welfare), Davide Fedreghini (Ufficio Studi e Ricerche AIB), Andrea Fioni (Referente Unità Lavoro, Centro Studi di Assolombarda), Giuseppina Lapenna (Area Fiscale e Societario AIB), Marina Marzulli (Giornalista FLEET Magazine) e Miriam Quarti (Manager Area Consulting OD&M srl).

L’Indagine Retributiva 2019 si è concentrata, in particolare, sul tema della valorizzazione economica del benefit auto. Dal report è emerso come l’auto aziendale sia diffusa nel 13% delle realtà considerate, per l’85% tra i dirigenti, il 39% tra i quadri e il 10% tra gli impiegati. Il valore fiscale medio dell’auto calcolato sulla base delle tariffe ACI (rappresenta convenzionalmente, ai fini della tassazione, la retribuzione in natura di cui beneficia il dipendente per la concessione del mezzo in uso promiscuo, lavorativo e privato) è pari a 2427,70 euro annui (2.800,60 per i dirigenti, 2.369,80 per i quadri e 2.186,30 per gli impiegati). L’auto pesa inoltre per l’1,9% sullo stipendio dei dirigenti, per il 2,8% su quello dei quadri e per il 3,8% su quello degli impiegati, mentre la media complessiva si attesta al 2,6%.

“L’Indagine Retributiva, nata nel 2016 a Milano e Torino, ha visto nel corso degli anni ampliare la platea delle Associazioni partner – commenta Roberto Zini, Vice Presidente AIB –. Oggi sono ben nove le realtà che compongono il team di lavoro, dislocate nelle principali regioni industriali del nostro Paese: Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia. Territori che, nel complesso, cubano un valore aggiunto di 470 miliardi di euro, vale a dire oltre il 30% della ricchezza prodotta in Italia. La novità più rilevante di questa edizione è rappresentata dalla pubblicazione di uno specifico approfondimento sul benefit auto aziendale, a cui è stato dedicato un apposito rapporto, acquistabile anche separatamente dall’indagine vera e propria. L’approccio utilizzato in questo caso rende tale focus un unicum a livello nazionale, di facile fruizione da parte degli interessati”.

In media le retribuzioni a Brescia sono cresciute nel 2019 del 2% rispetto allo scorso anno, in linea con i dati riscontrati nelle altre territoriali coinvolte; i dirigenti crescono del 2,3%, i quadri del 2,4%, gli impiegati del 2,3% e gli operai dell’1,7%.

Tra i temi affrontati figura anche quello degli agenti e dei rappresentanti di commercio, soggetti incaricati stabilmente da una o più imprese (senza fare parte dell’organizzazione interna) per concludere contratti di vendita in una determinata zona, a fronte della corresponsione di una provvigione calcolata in misura percentuale. All’interno del campione, gli agenti sono 3.100 distribuiti in circa 600 imprese (a Brescia nel 42,9% delle aziende); l’89% ha un contratto a tempo indeterminato (96% a Brescia), il 69% ha un incarico di durata maggiore ai 5 anni (79% a Brescia) e il 53% un portafoglio clienti superiore ai 100mila euro (65% a Brescia).

Per quanto riguarda i tassi di assenza 2018 a Brescia, la media pro capite delle ore perdute si è attestata a 113, su un totale di 1.578 ore lavorate (6,7%): 42 ore per i quadri (2,4%), 70 per impiegati/intermedi (4,1%) e 137 per gli operai (8,2%).

Il tasso di turnover – che misura il ricambio della forza lavoro nelle aziende – è nel complesso pari invece al 21,2% (19,7% a Brescia), ed è maggiore nel settore dei Servizi (31,0%) rispetto all’Industria (18,8%).

All’interno delle nuove professioni legate al 4.0 – individuate dall’Indagine 2019 – spiccano infine lo specialista sicurezza ICT, il data scientist e lo specialista in media digitali, a cui sono destinate dettagliate schede retributive richiedibili agli uffici di AIB, dove sarà disponibile anche l’indagine completa, composta da 53 profili retributivi, e la monografia sul benefit auto.