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Industria e artigianato manifatturiero: il 2018 bresciano si chiude in crescita ma in rallentamento

  • Data pubblicazione: 08/02/2019

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il 2018 delle imprese manifatturiere bresciane si chiude con un incremento medio della produzione del 2,9% sull’anno precedente, in decelerazione sia rispetto al dato del 2017 (+3,3%) che a quello del 2016 (+3,2%). La rilevazione denota il progressivo rallentamento che ha caratterizzato l’industria bresciana nel corso dell’anno che si è appena concluso.

Nel quarto trimestre del 2018 – spiega inoltre una nota dell’Ufficio Studi e Ricerche AIB - la crescita tendenziale (rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente) della produzione nelle imprese manifatturiere bresciane si è fermata al +2,3%, inferiore a quella dei trimestri precedenti.

Nel dettaglio, la produzione industriale evidenzia una crescita congiunturale grezza (rispetto al trimestre precedente) dell’1,8%; la variazione tendenziale, pari al +2,3%, è positiva per la ventunesima rilevazione consecutiva, ma in discesa rispetto ai trimestri precedenti.

Il risultato del 2018 è il frutto di quanto ereditato dal 2017 (+0,8%) e di una componente propria pari al +2,1%. La variazione trasmessa al 2019 è +0,2%: ciò sta a indicare che la crescita nell’anno in corso beneficerà, dal punto di vista algebrico, di una spinta nel complesso limitata, conseguenza del progressivo raffreddamento del quadro ciclico del made in Brescia nei passati trimestri. Il cosiddetto “trascinamento” è pertanto il più basso degli ultimi anni: tale aspetto getta delle incognite sulla capacità della crescita di replicare, nell’anno in corso, le performance positive realizzate negli ultimi anni.

Il recupero dai minimi registrati nel terzo trimestre 2013 si attesta quasi al 16%, mentre la distanza dal picco di attività pre-crisi (primo trimestre 2008) rimane intorno al 20%.

L’artigianato manifatturiero bresciano – secondo il Servizio Studi della Camera di Commercio di Brescia - chiude l’ultimo trimestre dell’anno con una dinamica congiunturale leggermente positiva per quanto riguarda la produzione (+0,4%) e il fatturato (0,2%). Decrescono, invece, rispetto al terzo trimestre del 2018, gli ordinativi (-0,5%) e l’occupazione ( -0,3%). Anche da un punto di vista tendenziale la produzione e il fatturato confermano un tasso di crescita positivo, sebbene contenuto, pari allo 0,6% per entrambi gli indicatori. Permane il segno negativo in relazione agli ordinativi totali.

Estendendo l’arco temporale a tutto il 2018 emerge un aspetto saliente: il processo di decelerazione che ha interessato tutte le variabili a partire dal secondo trimestre dell’anno. Complessivamente la produzione è cresciuta, in media 2018, del 2,0%, in sensibile decelerazione rispetto alla media del 2017 (3,8%). Il fatturato è aumentato del 3,4% (contro una media annua 2017 del 4,4%) e gli ordini hanno segnato un incremento medio annuo dell’1,6% (contro il 3,3% del 2017). Il confronto territoriale evidenzia che l’artigianato bresciano ha conseguito risultati nel complesso meno dinamici rispetto alla media lombarda.

I principali indicatori dell’industria:

Con riferimento ai settori, nel quarto trimestre del 2018 (rispetto al precedente), l’attività produttiva è aumentata significativamente nei comparti: metallurgico e siderurgico (+2,5%), meccanica tradizionale e mezzi di trasporto (2,4%), meccanica di precisione e costruzione di apparecchiature elettriche (+2,1%), carta e stampa (+2,0%), maglie e calze (+2,0%), tessile (+2,0%). Hanno invece evidenziato un’evoluzione relativamente meno intensa i settori: chimico, gomma e plastica (+1,7%), materiali da costruzione ed estrattive (+1,1%), legno e mobili in legno (+1,1%), calzaturiero (+0,5%). L’attività è diminuita nel settore abbigliamento (-1,3%) e nell’agroalimentare e caseario (-0,3%). 

Le vendite sul mercato italiano sono aumentate per il 39% delle imprese, diminuite per il 14% e rimaste invariate per il 47%. Le vendite verso i Paesi comunitari sono salite per il 22% degli operatori, scese per il 16% e rimaste stabili per il 62%; quelle verso i Paesi extra UE sono cresciute per il 23%, calate per il 16% e rimaste invariate per il 61% del campione.

I costi di acquisto delle materie prime sono rimasti invariati per il 78% delle imprese, con una variazione percentuale media nulla. I prezzi di vendita dei prodotti finiti sono stati mantenuti invariati dall’89% degli operatori, con una leggera diminuzione media (-0,1%).

Le previsioni per i prossimi mesi sono nel complesso stazionarie: la produzione è attesa stabile da 75 imprese su 100, in aumento dal 12% e in flessione dal rimanente 13%.

Gli ordini provenienti dal mercato interno sono in aumento per il 23% delle imprese, stabili per il 70% e in contrazione per il 7%; quelli dai Paesi UE sono in crescita per il 12% del campione, invariati per l’81% e in flessione per il 7%; quelli provenienti dai mercati extracomunitari sono in rialzo per il 19% delle aziende, stabili per il 73% e in diminuzione per l’8%.

I principali indicatori dell’artigianato:

Nel lungo periodo l’andamento del fatturato totale è evidente dall’indice destagionalizzato, che alla fine dell’anno segna un rallentamento del processo di recupero iniziato nel 2012.

Gli ordini totali nella media annua del 2018 hanno segnato una crescita positiva (1,6%) rispetto al 2017, ancora una volta però in sensibile decelerazione rispetto all’anno precedente. Gli ordinativi nel terzo e quarto trimestre del 2018 hanno registrato valori tendenziali negativi legati al calo della componente interna e parzialmente attenuati dalla crescita degli ordini esteri nell’ultimo trimestre dell’anno.

Dopo tre trimestri di valori positivi, nell’ultimo trimestre del 2018 il saldo occupazionale è tornato negativo e pari a -0,3%. Il risultato è stato determinato dal più alto tasso di uscita rispetto a quello di entrata.

Contrariamente ai dati nel complesso positivi di fine anno, le aspettative degli imprenditori artigiani per il primo trimestre del 2019 non sono ottimistiche. Per produzione, fatturato e domanda interna le attese sono pessimistiche. Per occupazione e domanda estera circa otto imprenditori su dieci propendono per la stabilità.

L’Indagine AIB viene effettuata trimestralmente su un panel di 250 imprese associate appartenenti al settore manifatturiero. L’indagine sull’artigianato della Camera di Commercio, la cui fonte è l’indagine congiunturale Unioncamere Lombardia, ha coinvolto 192 imprese della provincia, pari a una copertura campionaria del 100%.