REACH: GUIDE ALLA PROBLEMATICA DEI RIFIUTI E DEL RECUPERO DELLE SOSTANZE E ALL`INTERPRETAZIONE DELL`ALLEGATO V

Si segnala linserimento nellarea download del sito dellAssociazione (link http://www.aib.bs.it/Download/download.asp?sezione=download&tipo=Ambiente%20e%20sicurezza) di due guide, ancora in forma di bozza, pubblicate dalla Commissione Europea al fine di orientare i diversi operatori nellapplicazione del Regolamento REACH con riferimento: 

 

1. alla problematica dei rifiuti e delle sostanze recuperate (la guida inserita nellarea download come Reach: guida ai rifiuti e alle sostanze recuperate);

 

2. allinterpretazione dellall. V del Regolamento REACH (la guida inserita nellarea download come Reach: guida allallegato V).

 

Si sottolinea che detti documenti, stante il loro carattere non ufficiale, non sostituiscono la normativa vigente e di cui al Regolamento REACH ma costituiscono unicamente delle linee guida interpretative, delle quali si attende la versione definitiva da pubblicarsi da parte dellAgenzia Europea per le sostanze chimiche nel relativo sito.

 

Vista per lincombente scadenza della preregistrazione (si ricorda che essa va effettuata entro il 1 dicembre 2008), si ritiene che detti documenti possano essere daiuto, in caso di indecisione, a quante tra le aziende associate debbano ancora provvedere, se obbligate, allincombente.

 

Prima di illustrare in breve i contenuti dei documenti ora citati, si avvisa peraltro, che lAgenzia Europea per le sostanze chimiche ha comunicato (cfr. comunicazione al link http://echa.europa.eu/doc/press/pr_08_44_rapid_response_20081111.pdf) che dal 17 novembre 2008 al 1 dicembre 2008 attivo un servizio di assistenza per tutte le aziende che, dovendo procedere alla preregistrazione, si trovino per in difficolt nelleffettuazione delladempimento: il servizio di Pre-Registration - Rapid response Helpdesk service usufruibile tramite la compilazione di un form al link: http://echa.europa.eu/about/contact-form_en.asp.

 

1) GUIDA AI RIFIUTI E SOSTANZE RECUPERATE

 

Come a tutti noto, i rifiuti sono esclusi dal REACH (cfr. art. 2 co. 2) perch stanti le definizioni del Regolamento (cfr. art. 3) essi non possono essere considerati n sostanze, n preparati n articoli.

 

Tuttavia, ci non significa che essi siano del tutto esentati dagli obblighi che il Reg. REACH prevede: il documento predisposto dalla Commissione, ed intitolato Waste and recovered substances illustra infatti, quali siano le implicazioni del Regolamento REACH con riferimento allo stadio finale di vita di un prodotto prima di divenire rifiuto, nonch con riferimento al passaggio da rifiuto a prodotto a seguito di processo di recupero.

 

Scenari di esposizione

 

Nel documento si parte dalla definizione di scenario di esposizione (cfr. art. 3 n. 37) per sottolineare come, al fine di valutare lesposizione delle persone e dellambiente alla sostanza prodotta e immessa in commercio, debba essere considerato come ciclo di vita della sostanza medesima anche il passaggio della sostanza a rifiuto (lo scenario dunque dovr includere anche detto passaggio).

 

Con riferimento agli scenari desposizione (che, si ricorda, dovranno costituire parte integrante delle schede di dati di sicurezza), lall. I sezione 5.2.2 del Reg. REACH infatti esplicita che le fasi del ciclo di vita risultanti dalla fabbricazione coprono, ove pertinente, la fase relativa ai rifiuti e che le fasi del ciclo di vita risultanti dagli usi identificati coprono, ove pertinente, la durata duso degli articoli e la fase relativa ai rifiuti.

 

Gli scenari di esposizione dunque, dovranno contenere anche specifiche indicazioni sulle corrette modalit di gestione della sostanza-divenuta-rifiuto con attenzione dunque alla relativa normativa sui rifiuti.

 

Il processo di recupero del rifiuto e lesenzione dalla registrazione

 

La seconda parte del documento prende le mosse dallart. 2 co. 7 lett. d) che prevede, si ricorda, lesenzione dalle disposizioni sulla registrazione, nonch sugli utilizzatori a valle e sulla valutazione, per le sostanze recuperate in presenza delle seguenti condizioni:

-          che prima di divenire rifiuto e del processo di recupero esse siano state registrate (sia che alla registrazione abbia provveduto un attore della catena di approvvigionamento di chi effettua il recupero, sia che abbia provveduto soggetto di altra catena di approvvigionamento);

-          che la sostanza che risulta dal processo di recupero sia la medesima sostanza che stata registrata;

-          che le informazioni richieste dagli artt. 31 e 32 relative alla sostanza che stata registrata siano disponibili a colui che effettua il recupero.

 

Al fine di una corretta applicazione della norma sopra ricordata, il documento chiarisce una serie di interrogativi:

 

-          Pu il processo di recupero essere inteso come processo di fabbricazione (e cio secondo la definizione dellart. 3 punto 9 processo di produzione o estrazione di sostanze allo stato naturale)?

Nel documento viene affermato come tutte le forme di recupero vadano considerate come processo di produzione ogni volta che, dopo aver subito uno o pi fasi di recupero, conducano alla creazione di una o pi sostanze che hanno cessato di essere rifiuti [cfr. punto 3.1.1.];

 

-          I materiali recuperati sono sostanze, preparati, o articoli?

In questa sede viene trattata anche la problematica delle impurit e di come esse debbano essere riconosciute e considerate [cfr. punto 3.1.2.];

 

-          Per poter beneficiare dellesenzione, come debbono essere ottenute le prescritte informazioni relative alle sostanze?

Nel documento si precisa che, visto e considerato che normalmente gli impianti di recupero non hanno a disposizione le schede di sicurezza (SDS) o altre informazioni di sicurezza, ogni qual volta sia richiesto, essi debbono predisporre specifiche SDS -assicurandosi contemporaneamente di non violare alcun diritto di propriet- o accordarsi con i proprietari delle esistenti SDS per utilizzare le medesime [cfr. punto 3.1.3.];

 

-          Le sostanze recuperate possono essere indistintamente esentate tramite linclusione generale nellallegato V?

Nel documento si ritiene incompatibile una generale esenzione delle sostanze recuperate con lesenzione di cui allart. 2 co. 7 lett. d). Si precisa comunque, come detta esenzione non interferisce con i casi nei quali una sostanza recuperata esentata dalla registrazione sulla base dellinclusione della stessa nellall. IV o V o di altra disposizione del Reg. REACH [cfr. punto 3.1.4.];

 

-          Come debbono essere considerate particolari categorie di materiali recuperati?

nel documento si fa lesempio e vengono trattati in particolare:

1)      i metalli (cfr. 3.1.5.1.);

2)      gli aggregati (cfr. 3.1.5.2.);

3)      il vetro (cfr. 3.1.5.3.);

4)      la carta (cfr. 3.1.5.4.);

5)      i polimeri (cfr. 3.1.5.5.).

 

Infine, il documento tratta:

 

-          al punto 3.2., dellopportunit della preventiva preregistrazione: essa viene consigliata perch fornisce sicurezza legale circa il fatto che la produzione, limmissione sul mercato e lutilizzazione della sostanza possa continuare senza interruzioni fino alle scadenze per la registrazione;

 

-          al punto 3.3., della necessit che anche le sostanze e i preparati recuperati siano accompagnati dalle schede di dati di sicurezza qualora esse abbiano le medesime caratteristiche delle sostanze e dei preparati per i quali prescritta la scheda di dati di sicurezza;

 

-          al punto 3.4., precisa come le sostanze recuperate non sono in generale esentate dagli obblighi di autorizzazione, restrizione e notificazione quanto allinventario delle classificazioni e delle etichettature.

 

 

2) GUIDA ALLALLEGATO V DEL REG. REACH

 

I criteri formulati nellallegato V del Reg. REACH per stabilire lesenzione dalla registrazione, dagli obblighi degli utilizzatori a valle, e dalla procedura di valutazione, sono molto generici. La guida, anchessa inserita nellarea download di cui al link gi richiamato, si pone dunque come supporto al fine di stabilire quando le diverse ipotesi di esenzione sono o meno applicabili al caso concreto.

 

 

LUfficio Eco90/Ambiente e Sicurezza dellAssociazione resta a disposizione per i necessitati chiarimenti (tel. 030.2292.295 o 403, fax 030.2292.293, email eco90@aib.bs.it).