CAMPI ELETTROMAGNETICI: MODIFICHE AL D.LGS. 626/94

Con D.Lgs. 257 del 19 novembre 2007, pubblicato in G.U. l`11 gennaio 2008, dal titolo "Attuazione della direttiva 2004/40/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e salute relative all`esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici)", stato introdotto il nuovo titolo V-ter "Protezione da agenti fisici: campi elettromagnetici" al D.Lgs. 626/94.

Il nuovo titolo prende in considerazione i rischi a breve termine derivati da esposizione  a campi elettromagnetici cos definiti: campi magnetici statici e campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici variabili nel tempo di frequenza inferiore o pari a 300 GHz e fissa i valori limite di esposizione e di azione come segue:

VALORI LIMITE DI ESPOSIZIONE (allegato VI-bis, lettera A, tabella 1)

Per specificare i valori limite di esposizione relativi ai campi elettromagnetici, a seconda della frequenza, sono utilizzate le seguenti grandezze fisiche:
* sono definiti valori limite di esposizione per la densit di corrente relativamente ai campi variabili nel tempo fino a 1 Hz, al fine di prevenire effetti sul sistema cardiovascolare e sul sistema nervoso centrale;
* fra 1 Hz e 10 MHz sono definiti valori limite di esposizione per la densit di corrente, in modo da prevenire effetti sulle funzioni del sistema nervoso;
* fra 100 kHz e 10 GHz sono definiti valori limite di esposizione per il SAR (tasso di assorbimento specifico di energia), in modo da prevenire stress termico sul corpo intero ed eccessivo riscaldamento localizzato dei tessuti.
Nell`intervallo di frequenza compreso fra 100 kHz e 10 MHz, i valori limite di esposizione previsti si riferiscono sia alla densit di corrente che al SAR;
* fra 10 GHz e 300 GHz sono definiti valori limite di esposizione per la densit di potenza al fine di prevenire l`eccessivo riscaldamento dei tessuti della superficie del corpo o in prossimit della stessa.

Intervallo di frequenza

Densit di corrente
per corpo e tronco
J (mA/m2) (rms)

SAR mediato
sul corpo intero
(W/kg)

SAR localizzato
(corpo e tronco)
(W/kg)

SAR localizzato
(arti)
(W/kg)

Densit di potenza(W/m2)

Fino a 1 Hz

40

/

/

/

/

1 - 4 Hz

40/f

/

/

/

/

4 - 1000 Hz

10

/

/

/

/

1000 Hz -100 kHz

f/100

/

/

/

/

100 kHz - 10 Mhz

f/100

0,4

10

20

/

10 MHz- 10 GHz

/

0,4

10

20

/

10 - 300 GHz

/

/

/

/

50

Tutte le condizioni devono essere rispettate.

Note:
1. f e` la frequenza in Hertz.
2. I valori limite di esposizione per la densit di corrente si prefiggono di proteggere dagli effetti acuti, risultanti dall`esposizione, sui tessuti del sistema nervoso centrale nella testa e nel torace. I valori limite di esposizione nell`intervallo di frequenza compreso fra 1 Hz e 10 MHz sono basati sugli effetti nocivi accertati sul sistema nervoso centrale. Tali effetti acuti sono essenzialmente istantanei e non v` alcuna giustificazione scientifica per modificare i valori limite di esposizione nel caso di esposizioni di breve durata. Tuttavia, poich i valori limite di esposizione si riferiscono agli effetti nocivi sul sistema nervoso centrale, essi possono permettere densit di corrente piu` elevate in tessuti corporei diversi dal sistema nervoso centrale a parit di condizioni di esposizione.
3. Data la non omogeneit elettrica del corpo, le densit di corrente dovrebbero essere calcolate come medie su una sezione di 1 cm ^2 perpendicolare alla direzione della corrente.
4. Per le frequenze fino a 100 kHz, i valori di picco della densit di corrente possono essere ottenuti moltiplicando il valore efficace rms per (2)^"1/2".
5. Per le frequenze fino a 100 kHz e per i campi magnetici pulsati, la massima densit di corrente associata agli impulsi pu essere calcolata in base ai tempi di salita/discesa e al tasso massimo di variazione dell`induzione magnetica. La densit di corrente indotta pu essere confrontata con il corrispondente valore limite di esposizione.
Per gli impulsi di durata la frequenza equivalente per l`applicazione dei limiti di esposizione va calcolata come f = 1/(2).
6. Tutti i valori di SAR devono essere ottenuti come media su un qualsiasi periodo di 6 minuti.
7. La massa adottata per mediare il SAR localizzato  pari a ogni 10 g di tessuto contiguo. Il SAR massimo ottenuto in tal modo costituisce il valore impiegato per la stima dell`esposizione. Si intende che i suddetti 10 g di tessuto devono essere una massa di tessuto contiguo con propriet elettriche quasi omogenee. Nello specificare una massa contigua di tessuto, si riconosce che tale concetto pu essere utilizzato nella dosimetria numerica ma che pu presentare difficolt per le misurazioni fisiche dirette. Puo` essere utilizzata una geometria semplice quale una massa cubica di tessuto, purch le grandezze dosimetriche calcolate assumano valori conservativi rispetto alle linee guida in materia di esposizione.
8. Per esposizioni pulsate nella gamma di. frequenza compresa fra 0,3 e 10 GHz e per esposizioni localizzate del capo, allo scopo di limitare ed evitare effetti uditivi causati da espansione termoclastica, si raccomanda un ulteriore valore limite di esposizione. Tale limite  rappresentato dall`assorbimento specifico (SA) che non dovrebbe superare 10 mJ/kg calcolato come media su 10 g di tessuto.
9. Le densit di potenza sono ottenute come media su una qualsiasi superficie esposta di 20 cm^2 e su un qualsiasi periodo di 68/f^"1,05" minuti (f in GHz) per compensare la graduale diminuzione della profondit di penetrazione con l`aumento della frequenza. Le massime densit di potenza nello spazio, mediate su una superficie di 1 cm^2, non dovrebbero superare 20 volte il valore di 50 W/m^2.
10. Per quanto riguarda i campi elettromagnetici pulsati o transitori o in generale per quanto riguarda l`esposizione simultanea a campi di frequenza diversa,  necessario adottare metodi appropriati di valutazione, misurazione e/o calcolo in grado di analizzare le caratteristiche delle forme d`onda e la natura delle interazioni biologiche, tenendo conto delle norme armonizzate europee elaborate dal CENELEC.

 VALORI DI AZIONE (allegato VI-bis, lettera B, tabella 2):

Intervallo di frequenza

Intensit
di campo elettrico
E (V/m)

Intensit
di campo magnetico
H (A/m)

Induzione magnetica
B (
mT)

Densit di potenza
di onda piana
Seq(Wm
2)

Corrente di contatto
lc (mA)

Corrente indotta
attraverso gli arti
IL (mA)

0 - 1 Hz

/

1,63x 105

2 x 105

/

1,0

/

1 - 8 Hz

20000

1,63x 105 /f2

2 x 105 /f2

/

1,0

/

8 - 25 Hz

20000

2 x 104 /f

2,5 x 104 /f

/

1,0

/

0,025 - 0,82 kHz

500 /f

20 /f

25 /f

/

1,0

/

0,82 - 2,5 kHz

610

24,4

30,7

/

1,0

/

2,5 - 65 kHz

610

24,4

30,7

/

0,4f

/

65 -100 kHz

610

1600 /f

2000 /f

/

0,4 /f

/

0,1 - 1 MHz

610

1,6 /f

2 /f

/

40

/

1 - 10 MHz

610 /f

1,6 /f

2 /f

/

40

/

10-110 MHz

61

0,16

0,2

10

40

100

110 - 400 MHz

61

0,16

0,2

10

/

/

400 - 2000 MHz

3f 1/2

0,008f 1/2

0,01f 1/2

f /40

/

/

2 - 300 GHz

137

0,36

0,45

50

/

/

[valori efficaci (rms) imperturbati]

Note:
1. f  la frequenza espressa nelle unit indicate nella colonna relativa all`intervallo di frequenza.
2. Per le frequenze comprese fra 100 kHz e 10 GHz, S "eq", E, H, B e I "L" devono essere calcolati come medie su un qualsiasi periodo di 6 minuti.
3. Per le frequenze che superano 10 GHz, S "eq", E, H e B devono essere calcolati come medie su un qualsiasi periodo di 68/f^"1/05" minuti (f in GHz).
4. Per le frequenze fino a 100 kHz, i valori di azione di picco per le intensit di campo possono essere ottenuti moltiplicando il valore efficace rms per (2)^"1/2". Per gli impulsi di durata t p, la frequenza equivalente da applicare per i valori di azione va calcolata come f = 1/(2t p).
Per le frequenze comprese tra 100 kHz e 10 MHz, i valori di azione di picco per le intensit di campo sono calcolati moltiplicando i pertinenti valori efficaci (rms) per 10^a, dove a = (0,665 log (f/10) + 0,176), f in Hz.
Per le frequenze comprese tra 10 MHz e 300 GHz, i valori di azione di picco sono calcolati moltiplicando i valori efficaci (rms) corrispondenti per 32 nel caso delle intensit di campo e per 1000 nel caso della densit di potenza di onda piana equivalente.
5. Per quanto riguarda i campi elettromagnetici pulsati o transitori o in generale l`esposizione simultanea a campi di frequenza diversa,  necessario adottare metodi appropriati di valutazione, misurazione e/o calcolo in grado di analizzare le caratteristiche delle forme d`onda e la natura delle interazioni biologiche, tenendo conto delle norme armonizzate europee elaborate dal CENELEC.
6. Per i valori di picco di campi elettromagnetici pulsati modulati si propone inoltre che, per le frequenze portanti che superano 10 MHz, S e q valutato come media sulla durata dell`impulso non superi di 1000 volte i valori di azione per S e q, o che l`intensit di campo non superi di 32 volte i valori di azione dell`intensit di campo alla frequenza portante.

 OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO

Il datore di lavoro deve valutare e, se necessario, misurare o calcolare i livelli di esposizione dei lavoratori a campi elettromagnetici.

La valutazione, la misurazione e il calcolo dell`esposizone a campi elettromagnetici da programmarsi ed effettuarsi con cadenza almeno quinquennale e i risultati sono da inserirsi nel documento di valutazione dei rischi aziendale. Nel documento di valutazione dei rischi pu, se necessaria,  essere inclusa una nota del datore di lavoro che giustifichi la non necessit di una valutazione dettagliata, data l`entit e la natura dei rischi connessi con i campi elettromagnetici.

Il superamento dei valori di azione per i parametri ivi previsti (misurabili direttamente e non dipendenti dall` "assorbimento" nel corpo umano) comporta l`obbligo di verificare il superamento dei valori limite di esposizione (misurati sulla base dell`assorbimento di energia da parte del corpo).

Se i valori limite di esposizione sono superati (o non possibile escludere rischi relativi alla sicurezza) il datore di lavoro deve mettere in atto una serie di misure di prevenzione:

  1. elaborare ed applicare un piano d`azione  che comprenda misure tecniche e organizzative intese a prevenire esposizioni superiori ai valori limite di esposizione, tenendo conto in particolare:
    a) di altri metodi di lavoro che implicano una minore esposizione ai campi elettromagnetici;
    b) della scelta di attrezzature che emettano campi elettromagnetici di intensit inferiore, tenuto conto del lavoro da svolgere;
    c) delle misure tecniche per ridurre l`emissione dei campi elettromagnetici, incluso se necessario l`uso di dispositivi di sicurezza, schermature o di analoghi meccanismi di protezione della salute;
    d) degli appropriati programmi di manutenzione delle attrezzature di lavoro, dei luoghi e delle postazioni di lavoro;
    e) della progettazione e della struttura dei luoghi e delle postazioni di lavoro;
    f) della limitazione della durata e dell`intensit dell`esposizione;
    g) della disponibilit di adeguati dispositivi di protezione individuale.
  2. indicare con apposita segnaletica i luoghi di lavoro nei quali i lavoratori possono essere esposti a campi elettromagnetici  che superano i valori di azione.

E` fatto divieto di esporre i lavoratori a valori superiori al valore limite di esposizione.

I lavoratori per i quali stata rilevata un`esposizione superiore ai valori limite di esposizione devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria, di norma una volta all`anno, ma anche con periodicit inferiore a decisione dal medico competente con particolare riguardo ai lavoratori particolarmente sensibili al rischio. 

Il datore di lavoro provvede, comunque, affinch i tutti lavoratori esposti a rischi derivanti da campi elettromagnetici sul luogo di lavoro e i loro rappresentanti vengano informati e formati in relazione al risultato della valutazione dei rischi con particolare riguardo:
a) alle misure adottate in applicazione del presente titolo;
b) all`entit e al significato dei valori limite di esposizione e dei valori di azione, nonch ai potenziali rischi associati;
c) ai risultati della valutazione, misurazione o calcolo dei livelli di esposizione ai campi elettromagnetici;
d) alle modalit per individuare e segnalare gli effetti negativi dell`esposizione per la salute;
e) alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una sorveglianza sanitaria e agli obiettivi della stessa;
f) alle procedure di lavoro sicure per ridurre al minimo i rischi derivanti dall`esposizione
.

Le nuove previsioni inserite nel D.Lgs. 626/94 dal D.Lgs. 257/07 entrano in vigore dal 30 aprile 2008.

Le aziende interessate possono rivolgersi, per ulteriori informazioni e/o chiarimenti direttamente agli uffici del settore ECO90/Ambiente e sicurezza dell`Associazione.

 

 

 

 

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