Il Contratto collettivo nazionale di lavoro limita la concessione del congedo matrimoniale, della durata di 15 giorni consecutivi, ai soli operai non in prova, introducendo pertanto una limitazione che non espressamente disposta dalle norme del Contratto Collettivo Interconfederale 31 maggio 1941.

Questultimo dispone che il congedo spetti ai lavoratori, non aventi diritto alla qualifica impiegatizia, il cui rapporto di lavoro duri da oltre una settimana o che comunque abbiano accumulato entro i 30 giorni precedenti la data del matrimonio almeno una settimana di occupazione.

Le diverse discipline citate comportano che agli operai in prova ed in possesso dei requisiti di cui sopra (una settimana di servizio o di occupazione) spettino il congedo (della durata di 8 giorni consecutivi) ed il relativo trattamento economico (il cui importo, interamente a carico dellINPS ed anticipato dal datore di lavoro, si calcola moltiplicando per 7 il guadagno medio giornaliero realizzato dal lavoratore nellultimo periodo di paga) disposti dal citato contratto corporativo, ma non anche la maggior misura dei trattamenti prevista dal C.c.n.l. (prolungamento della durata del congedo a 15 giorni e integrazione a carico del datore di lavoro dellassegno INPS per il periodo eccedente gli 8 giorni), riservata ai soli operai non in prova.

 

 

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