D.: Che cosa comporta ricevere assegni bancari a pagamento di forniture eseguite all'estero?

R.: Ricevere un assegno a pagamento di una fornitura di un bene o di un servizio vuol dire entrare in possesso di un titolo di credito emesso all'ordine, in genere, di un beneficiario, che incorpora il diritto dello stesso a riscuotere la somma di denaro che appare indicata sull'assegno stesso.

L'assegno considerato, quindi, un titolo di "legittimazione" in quanto legittima il suo possessore a presentarsi ad una banca per ottenere la somma di denaro che appare sul titolo, oppure consente allo stesso di trasferire, sempre che non sia apposta la clausola di "non trasferibilit" il proprio diritto ad un terzo mediante, solitamente una girata apposta sul retro dell'assegno.

Fatte queste precisazioni proviamo ad esaminare che cosa comporta ricevere un assegno a pagamento di beni e/o servizi facendo presente agli operatori economici TRE aspetti che riteniamo importanti e che evidenziano quali rischi comporta questo mezzo di pagamento:

  1. l'accredito non definitivo: mentre il bonifico bancario d al beneficiario una disponibilit immediata dei fondi, l'assegno soltanto un mezzo per ottenere il trasferimento. Per il venditore che ne entra in possesso il pagamento non ancora assicurato, in quanto la banca italiana accrediter al cliente l'importo dell'assegno salvo buon fine (sbf) con valuta di accredito (che varia da 10 a 20 giorni) a partire dalla data di negoziazione dell'assegno, riservandosi quindi il diritto di riaddebitare (magari dopo molto tempo) l'importo al presentatore, se l'assegno stesso non viene onorato dalla banca trattaria (e perci dal cliente);
  2. diverso regime giuridico: negli ordinamenti dei Paesi esteri, l'assegno ha spesso una configurazione giuridica diversa da quella che ha in Italia. In molte nazioni esso non protestabile e perci, in caso di mancato pagamento, non ha valore esecutivo, ma solo probatorio, di legittimazione, con la conseguenza che il pagamento pu essere bloccato dal cliente con una semplice richiesta di "stop payment", come pu accadere, ad esempio, in Germania, negli Stati Uniti e in altri Paesi che si ispirano al diritto anglosassone. Nel Regno Unito, infatti, esso non ha la caratteristica dell'autonomia, tipica della normativa italiana (pertanto, a fronte di contestazioni sulla fornitura e a cui l'assegno si riferisce, il pagamento pu essere bloccato dal cliente, fintanto che non sia risolta la controversia). L'affidabilit e la solvibilit del cliente quindi molto pi importante in campo internazionale anche per questi motivi appena accennati;
  3. compatibilit con la normativa valutaria del Paese del compratore: il rilascio di assegni all'estero, in alcuni Paesi, vietato dalle norme in materia valutaria e perci diventa impossibile utilizzare questo strumento per il pagamento.

Da quanto esposto, evidente che la negoziazione di un assegno di conto corrente bancario un'operazione "a rischio". Non cos, invece, per l'assegno "circolare" e per l'assegno "piazzato" in quanto assegni emessi da banche. Sempre, per, che siano banche di Paesi non considerati "a rischio".

Per concludere, si pu suggerire agli esportatori quanto di seguito elencato: