D: Riceviamo una lettera di credito documentario irrevocabile aperta da una banca austriaca a fronte di una fornitura da effettuare ad un nostro cliente.
Spedita la merce presentiamo i documenti alla nostra banca che li invia alla banca austriaca per l'utilizzo. Ci vengono contestate alcune irregolarit per le quali la banca non paga l'importo. Le irregolarit contestate riguardano:

  1. la fattura non emessa in lingua inglese: il documento viene denominato "Fattura" invece che "Commercial Invoice";

  2. la moneta dell'importo non chiara: appare "L." anzich "ITL";

  3. l'indirizzo del beneficiario non completo mancando, contrariamente a quanto indicato nel testo della Lettera di credito, "Italy".

Vorrei sapere se tali riserve sono legittime e cosa posso fare? 

R: Le risposte che possiamo dare al suo quesito sono duplici e dipendono dalle considerazioni che si possono trarre da questo caso che appare essere emblematico:

  1. Una prima considerazione mi spinge ad affermare che, da un punto di vista strettamente formale, le riserve sollevate dalla banca austriaca, sono legittime.
    L'articolo 14 delle Norme ed usi uniformi (NUU), al punto b. , tra l'altro, recita in tal senso:

    "Alla ricezione dei documenti, la banca emittente e/o l'eventuale banca confermante, o la banca designata che operi per loro conto, devono decidere esclusivamente sulla base dei documenti, se questi, nella forma, appaiono o meno conformi ai termini e alle condizioni del credito. Se i documenti, nella forma appaiono non conformi ai termini e alle condizioni del credito, tali banche possono rifiutarsi di ritirarli".

    Pertanto, se il testo del credito documentario, richiede come documento da esibire, un documento che, nella forma, appaia essere denominato "commercial invoice", occorre presentare il documento denominato in tal senso.
    Stessa cosa dicasi per quanto riguarda la ragione sociale del beneficiario che deve apparire perfettamente conforme a quanto appare sul testo del credito documentario, quindi, anche con la precisazione: "Italy".
    La moneta dell'importo deve essere necessariamente precisata con la sigla prevista secondo gli "ISO Currency Code" che identificano le lire italiane con la sigla "ITL" (italian lire). Questo va fatto a maggior ragione quando il credito esprime l'importo in tal senso.

  2. Una seconda considerazione riguarda la "prassi bancaria internazionale" secondo quanto sancito dalle NUU all'art. 13, punto a., in base alla quale si potrebbe obiettare che il termine "fattura" il termine italiano della "commercial invoice", cos come l'indicazione della moneta con "L." pu intendersi come riferita alla lira italiana, quindi alla sigla ITL.

Le considerazioni espresse al punto 2 restano comunque opinabili, in quanto rimane il fatto che, da un punto di vista formale, Lei non ha ottemperato a quanto richiesto dal testo della Lettera di credito.
Per concludere ritengo pertanto che la banca austriaca abbia operato nello stretto rispetto delle NUU e, quindi, le irregolarit sollevate sono legittime.

Piuttosto ci che mi preme ribadire quanto segue:

  1. la lettera di credito non pu sostituirsi al rapporto fiduciario e alla verifica della seriet commerciale dell'acquirente che, se ci fosse stata, a fronte della merce ricevuta, presumo, conformemente a quanto ordinato, lo stesso avrebbe autorizzato la propria banca emittente il credito a sciogliere le riserve riscontrate e ad eseguire ugualmente la prestazione promessa: cio il pagamento a Suo favore dell'importo.

  2. proprio in considerazione delle caratteristiche tipiche di questa forma di pagamento (autonomia, astrattezza e formalismo) importante che i documenti presentati ad utilizzo rispettino, alla "lettera" quanto richiesto nel testo della Lettera di credito, per evitare che uno strumento di assoluta sicurezza circa il pagamento possa poi presentare le sorprese da Lei incontrate e spostare l'iniziativa di eseguire la prestazione promessa (il pagamento) dalla banca allo stesso ordinante che potrebbe, come purtroppo accaduto nel Suo caso, rifiutarsi di sciogliere le riserve ed autorizzare in tal modo la banca a pagare.