D: La nostra azienda esporta da alcuni anni in molti paesi extra - Ue, concordando quasi sempre con i propri clienti un pagamento a mezzo lettera di credito documentario, che il pi delle volte, viene confermata dalla nostra banca.
Si verifica che in una di queste forniture la nostra banca confermante a fronte dei documenti che presentiamo ad utilizzo del credito, ci solleva alcune irregolarit accreditandoci s.b.f. (salvo buon fine). Alcune di queste irregolarit ci vengono espressamente indicate, con la precisazione che comunque trattasi di irregolarit interna di poco conto; altre irregolarit, invece, non vengono citate, ma viene detto: ".ed altre eventuali".
Vorremmo sapere se un comportamento usuale e che cosa questo pu comportare circa la sicurezza del pagamento.

R: Se ho ben compreso il quesito, la banca confermante, dopo aver esaminato i documenti da lei presentati ad utilizzo del credito aperto a suo favore, accredita l'importo sul suo conto corrente "salvo buon fine" e sotto riserva, a causa di alcune discordanze riscontrate dall'esame dei documenti, che le comunica espressamente. In aggiunta alle irregolarit segnalate comunica che l'accredito "s.b.f." si intende sotto riserva anche per eventuali altre discordanze che fossero sfuggite all'esame dei documenti.
Se le cose stanno come descritto sopra si pu affermare con tutta tranquillit che tale comportamento non usuale e che, l dove questo accade, va scoraggiato.
Il motivo di questa mia affermazione va ricercato nelle NUU (Norme ed Usi Uniformi relative ai crediti documentari) quando dicono, all'art. 13, che:

"le banche dovranno esaminare i documenti per accertarne la conformit e decidere se accettarli o rifiutarli dandone informazione al presentatore in questo caso la sua azienda".
Se le banche summenzionate decidono di rifiutare i documenti loro presentati, devono darne comunicazione entro il settimo giorno lavorativo successivo alla presentazione.

"La banca emittente, l'eventuale banca confermante, o la banca designata che operi per loro conto, disporranno, ciascuna, di un ragionevole periodo di tempo - non eccedente i sette giorni lavorativi per le banche successivi al giorno di ricezione dei documenti - per esaminare i documenti stessi e per decidere se ritirarli o rifiutarli e per informarne la parte dalla quale i documenti sono pervenuti" (art. 13.b ).

L'art. 14, inoltre, riguardante i documenti discordanti e relative comunicazioni, afferma invece quanto segue:

  1. a ricezione dei documenti le banche (emittente, confermante e/o designata) devono decidere esclusivamente sulla base dei documenti se questi, nella forma, appaiono o meno conformi ai termini e alle condizioni del credito (punto 2);

  2. nel caso in cui le banche menzionate al punto 1 decidono di rifiutare i documenti, devono darne comunicazione alla banca dalla quale hanno ricevuto i documenti o al beneficiario. Tale comunicazione deve specificare tutte le discordanze in base alle quali la banca rifiuta i documenti precisando altres se i documenti sono tenuti a disposizione del presentatore o se gli vengono restituiti (art. 14, punto b, comma i, ii).

Da quanto sancito dagli articoli sopra riportati evidente che la CCI ha stabilito alcuni principi importanti che provo a sintetizzare:

  1. la decisione di accettare o rifiutare i documenti presentati andr presa esclusivamente sulla base dei documenti che nella forma dovranno apparire perfettamente corrispondenti ai termini e alle condizioni stabilite nel testo del credito documentario, secondo quanto sancito dalle NUU;

  2. nel caso questo non si verifichi, le banche possono rifiutarsi di ritirare i documenti loro presentati per l'utilizzo. Dovranno farlo per entro i sette giorni lavorativi successivi alla presentazione, comunicando altres al presentatore il motivo del rifiuto, cio le discrepanze riscontrate dall'esame dei documenti che impediscono l'esecuzione della presentazione promessa (pagamento, negoziazione, accettazione).
Per concludere ritengo che la banca a cui ha presentato i documenti, non doveva o non poteva estendere l'accredito s.b.f. a causa di eventuali irregolarit che le fossero sfuggite dall'esame dei documenti limitandosi a segnalare soltanto le irregolarit effettivamente riscontrate.